Un voto epocale: domenica 26 sceglieremo tra il sogno Europeo, che dal dopoguerra ha garantito pace e prosperità e il ritorno al passato. Un passato buio, fatto di nazionalismi e sovranismi che tanto male hanno fatto al nostro continente.

Perché diciamoci la verità: è di questo che stiamo parlando.

L’Europa, dal dopoguerra ad oggi, ha garantito pace, progresso e condizioni di vita sempre migliori. Un fatto incontestabile e per niente scontato.

Tutto bene, quindi? No.

Ai grandi progressi, non nascondiamocelo, si sono affiancate anche grandi criticità, che si sono accentuate soprattutto dal 2008 in poi. Negli ultimi 20 anni sono aumentate le disuguaglianze, la crisi economica ha bruciato 10 punti di pil e milioni di posti di lavoro, creando tensioni sociali notevoli, fuga delle giovani generazioni (soprattutto a sud e nel mezzogiorno) e un mutamento del quadro geopolitico globale non favorevole all’Europa e all’Atlantico, che vede il Pacifico sempre più centrale nel mondo.

In un contesto globale in cui grandi potenze economiche e demografiche quali USA o Cina giocano un ruolo da protagoniste, solo un’Europa unita politicamente ed economicamente potrà incidere sui processi mondiali e tutelare gli interessi dei singoli Paesi.

Per questo c’è bisogno di uno slancio vero, forte. C’è bisogno di andare verso gli Stati Uniti d’Europa, c’è bisogno di essere all’altezza delle sfide che le giovani generazioni hanno. C’è bisogno di un nuovo sogno Europeo.

E la lista unitaria “Partito Democratico – Siamo Europei” rappresenta la scelta migliore possibile in termini di visione, progettualità e competenze.

Siamo a un bivio, a un voto epocale: non possiamo permetterci di sbagliare strada.

Come si vota?

È possibile esprimere 3 preferenze, a condizione che una sia di sesso differente. Mi spiego meglio, è possibile votare:

  • un uomo e due donne,

  • due donne e un uomo

  • un uomo e una donna

  • un uomo o una donna

  • solo il simbolo della lista

Per votare correttamente è necessario sbarrare il simbolo del Partito Democratico – Siamo Europei e scrivere di fianco, negli appositi spazi, i nomi dei candidati al Parlamento scelti.

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